Cosa rende perfetta una scarpa ibrida?
LA WIT STA FORMANDO
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L’eterna lotta per trovare una scarpa che faccia davvero tutto.
È una scarpa da running? È una scarpa da training? Beh, ovviamente, come suggerisce il nome, si colloca a metà strada tra le due. Ma quali sono le caratteristiche distintive che permettono davvero a una scarpa di eccellere in questo ambito così sfuggente?
Per analizzare bene la questione, vale la pena esaminare gli attributi fondamentali di cui dovrebbe essere dotata. Deve essere abbastanza reattiva per correre, saltare e, in sostanza, affrontare qualsiasi movimento rapido e dinamico. Allo stesso tempo, però, deve garantire stabilità sotto carico, comportandosi più come una tradizionale scarpa da training quando servono forza e controllo. E deve assolutamente essere aderente. Spingere una slitta con scarpe che non fanno presa sul pavimento non è solo estenuante, ma rasenta la tragedia. Non c’è nulla di meno eroico di un tallone che sporge dal retro della scarpa mentre un ammasso informe di calzini oscilla mollemente attorno alla caviglia e tu non riesci a spostare quella dannata slitta.
A questo punto, potresti pensare: «Sembra piuttosto difficile che una sola scarpa possa eccellere in tutti questi ambiti». E avresti ragione. Ecco perché, al WIT Shoe Lab, abbiamo dedicato del tempo a studiare questo paradosso. Ci siamo chiesti: «Di cosa ha davvero bisogno un Hybrid Athlete in una scarpa? E di cosa non ha bisogno?» Quello che abbiamo scoperto è che eccellere in questa categoria dipende meno dal raggiungere un equilibrio perfetto e più dal saper scendere a compromessi strategici.
Ecco la formula a cui siamo arrivati.
*Si schiarisce la voce*
La scarpa Hybrid ideale è la scarpa da running più veloce, leggera e reattiva che si possa trovare, ma deve comunque offrire aderenza, stabilità e robustezza sufficienti per affrontare esercizi di forza, senza appesantire l’atleta né comprometterne la naturale vocazione alla corsa.
Dopotutto, la maggior parte delle gare ibride è composta prevalentemente da corsa. Prendiamo Hyrox, per esempio: otto chilometri di corsa in totale. Anche se le slitte, gli affondi e i lanci della palla contro il muro possono rubare la scena, la corsa rappresenta comunque circa la metà della gara. Gli atleti trascorrono all’incirca dal 45 al 55 per cento del tempo totale di gara spostandosi da una stazione all’altra. È quindi logico che la scarpa sia progettata principalmente per la corsa.
Abbiamo selezionato alcune delle nostre scarpe ibride preferite: modelli pensati per eccellere nei tratti di corsa, garantendo al contempo un’aderenza sicura, una stabilità incrollabile e la giusta rigidità della tomaia per sostenere il piede e la caviglia in tutto il resto della gara.
Scoprile qui sotto.